I muri in pietra a secco e l'arte della loro realizzazione
I muri a secco hanno modellato molti paesaggi, testimoniando metodi e pratiche usati sin dalla preistoria per organizzare gli spazi dove vivere e lavorare, ottimizzando le risorse locali naturali.
Affondano le radici in epoche lontane.
Antichi muratori li adoperavano per:
- marcare i confini tra le proprietà e costruire piccole abitazioni, come ad esempio i trulli;
- proteggere i pascoli, rendendoli invalicabili a lupi, volpi e altri predatori, garantendo così la possibilità di risparmiare sulla manodopera per la custodia degli animali;
- proteggere le coltivazioni dagli agenti atmosferici, soprattutto lungo le coste o in prossimità di fiumi e laghi;
- creare recinti e ripari di piccole dimensioni per gli animali da cortile;
- terrazzare ripidi pendii per poter coltivare sfruttando tutta la superficie disponibile (fasce);
- costruire sistemi di canalizzazione delle acque piovane, migliorando l’irrigazione dei campi.
Per ricavare altra terra coltivabile, i contadini liberavano i campi da sassi e pietre, usandoli poi, insieme alla loro abilità, per costruire.
Nessun legante: ogni pietra veniva scelta ed incastrata solo con l'abilità manuale, sfruttando il peso e la forma di ciascun elemento, come in un mosaico.
Ancora oggi la tecnica impiegata è la stessa.
I muri in pietra possono dunque essere considerati vere e proprie opere di ingegneria naturale.
Le tecniche costruttive venivano, e vengono ancora oggi, tramandate di generazione in generazione come un tesoro, migliorandosi ed adattandosi nel tempo, fino a far nascere un vero e proprio mestiere.